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martedì 9 dicembre 2014

Un outfit per le Feste.



Tutti abbiamo presente la somma regola: “lessi is more”, enunciata dal celebre designer tedesco Ludwig Mies van der Rohe. 
Il grande maestro del Movimento Moderno, impegnato, negli anni venti e trenta dello scorso secolo, a coniugare il concetto di bellezza con quello di funzionalità, non doveva, tuttavia, essere un assiduo frequentatore di feste dicembrine.
E’ innegabile che, se desideriamo essere impeccabili ed eleganti, il tubino nero indossato dalla mitica Audrey è un classico intramontabile, un sacro dogma del buon gusto.
Ma, concediamoci il divertente lusso di essere molto “more”, almeno per una sera all’anno, e liberiamo la nostra parte più stravagante, assecondando un'irrefrenabile voglia di rosso, di paillettes e di lustrini.
Vi propongo una soluzione esplosiva, ma dal costo contenuto, affinché abbia il sapore di un cioccolatino sfizioso, non l’effetto debilitante di un salasso!

Iniziamo con un vestito in stile vintage, con scollo a cuore, gonna a ruota e vezzoso fiocco in vita, in una tonalità di rosso scura ed intensa, che dona a tutte un’aria sofisticata, senza rubare la scena allo scarlatto che contraddistingue la sagoma di Babbo Natale.
Urgono, ora, le scarpe: croce e delizia di ogni donna, soprattutto se dotate di tacco vertiginoso.Vi suggerisco una peep-toe con motivo a intreccio, in satin color nero
Per completare l’outfit, vi invito a frugare con perizia nell’armadio e nei cassetti. Vi basterà rispolverare una mini borsetta a mano, meglio ancora se non dello stesso colore delle scarpe, ma in armonia con la nuance del vestito; e una parure scintillante, illuminata da cristalli Swarovski, o presunti tali. 
In caso ne siate sprovviste, le catene di accessori low cost vi attendono!
Finalmente, è giunto il momento di osare con il make-up: smalto e rossetto color porpora non potranno essere assenti giustificati. Consigliare il punto di colore per laccare le labbra, è arduo compito; a discapito di quanto si pensi, infatti, il rossetto rosso sta bene a tutte, basta trovare la sfumatura perfetta che si armonizzi con l’incarnato, lo smalto dei denti e la forma della bocca.
In questo periodo prediligo "Color Elixir" di Maybelline, una lacca per labbra che regala un effetto morbido e setoso.
E, infine, per le più eccentriche, un fascinator, provvisto di veletta, è la mossa vincente per essere indimenticabili, al contempo vintage lady e ironica vamp. 
Io non vi rinuncerò di certo! Buon divertimento.

Emma Fenu







lunedì 8 dicembre 2014

E' sempre il momento di intonare un Canto di Natale.



Io onorerò sempre Natale nel cuore, io ne serberò il culto tutto l'anno. Vivrò nel passato, nel presente e nell'avvenire”.

I romanzi di Charles Dickens sono magia letteraria. Incantano e rapiscono fin dai memorabili incipit, conducendo il lettore in un mondo talmente reale da apparire grottesco, come in una caricatura deformante, dove la denuncia sociale non è sterile acredine, ma invito alla riflessione.
Ma non solo, le opere dello scrittore ottocentesco, divertono, nel senso etimologico del termine, ossia portano altrove, in una manciata di righe.

"Marley, prima di tutto, era morto. Niente dubbio su questo. Il registro mortuario portava le firme del prete, del chierico...". 
Ed ecco qua, il libro è appena iniziato e io sono già proiettata ne "Il Canto di Natale"!
Mi sdegno per la smorfia sprezzante dipinta sul volto di Scrooge, tendo la mano per accarezzare il faccino tenero di Tim, tremo al cospetto dei tre spettri e mi sciolgo in calde lacrime di commozione davanti ad una tavola imbandita a festa, dove c'è sempre posto per un ospite inatteso.

Tuttavia, non vi racconterò la storia narrata da Dickens nella sua celebre opera. E’ un libro talmente intenso e coinvolgente, nella sua brevità e scorrevolezza, che merita di essere riletto, ancora e ancora, ogni Dicembre. Nessuna recensione, infatti, potrebbe rendergli il giusto tributo.

Vi scriverò, invece, di destino, e della possibilità di cambiarlo, grazie alla volontà di sapersi mettere in discussione; di liberarsi di inutili zavorre, per riappropriarsi di inestimabili tesori sconsideratamente accantonati; di accogliere l’alba di un nuovo giorno con un sorriso che si riflette sui visi di chi ci è accanto, anche soltanto per pochi passi, lungo la strada che ci aspetta. 
A Natale siamo tutti più buoni, si suol dire. 
Ad essere onesti, si è più recettivi, poiché più propensi a fermarsi, rallentando il ritmo convulso della quotidianità, per assaporare un ricordo che, talvolta, lascia un retrogusto amaro, o per pregustare una fetta di futuro, lungo la scia di un sogno. 
Non diventiamo altruisti nello spazio di pochi giorni, scanditi da neve e luci intermittenti, per poi spegnerci nell’indifferenza e nell’egoismo, a festa finita. 
Cerchiamo solo di placare il borbottio della coscienza, che pare trovare solenne udienza solo se di rosso vestita. 
Tuttavia, se le secche di Gennaio ci ritroveranno tali e quali eravamo al cadere delle prime foglie brunite, non avremo saputo ascoltare abbastanza il tintinnio delle slitte trainate da renne. Saremo rimasti sordi e il destino ci osserverà beffardo, nutrendo il nostro fallimento con briciole di panettone stantio.
Eppure ci spetta l'onore della scelta: basta ritagliare il nostro tempo per i genitori anziani o per i figli piccini; indignarsi per le ingiustizie, senza esserne omertosi complici; difendere diritti, invece che sottrarli, combattendo una guerra fra poveri; concedere un sorriso, prima di pretenderlo.
Sono le piccole cose, messe in fila come i vagoni di un trenino fiammante scartato ai piedi dell’albero, che cambiano il futuro del mondo, se siamo memori del passato e solerti allievi del presente. 
Questa è la mia favola, da scandire piano, con dolcezza, la notte della vigilia. E ogni favola è possibile, basta crederci.

Risero alcuni di quel mutamento, ma egli li lasciava ridere e non vi badava; perché sapeva bene che molte cose buone, su questo mondo, cominciano sempre col muovere il riso in certa gente. Poiché ciechi aveano da essere, meglio valeva che stringessero gli occhi in una smorfia di ilarità, anzi che essere attaccati da qualche male meno attraente. Anch'egli, in fondo al cuore, rideva: e gli bastava questo, e non chiedeva altro”.

citazioni tratte da Charles Dickens, Il Canto di Natale.



mercoledì 20 agosto 2014

Per un nuovo piccolo Amico.


Per un nuovo piccolo Amico.

Ogni genio è un gran fanciullo, già per il suo guardare al mondo come a un che di estraneo. Chi nella vita non resta per qualche verso un fanciullo e diventa invece un uomo serio, sobrio, posato e ragionevole, sarà certo un bravo e utile cittadino di questo mondo, ma un genio non sarà mai”.
Arthur Shopenhauer


Caro Bambino,
ti chiamerò così, in modo impersonale, ma già il nome, dopo il suono del quale sorriderai, si sussurra piano, come un pezzo di cioccolato al latte che si scioglie in bocca, lasciando nell’attesa di un altro quadrato, staccato dalla barretta semiaperta, nuda dalla carta argentea.
Mentre sferruzzavo, solerte, la copertina per te, immaginavo una favola che cullasse i tuoi sonni, un susseguirsi di allegri giochi ambientati in un bosco senza tempo e luogo, dove un capriolo, un fungo ed una farfalla sono compagni di fantastiche avventure. Il racconto non prevede un mio finale, spetterà a te sognarlo, ogni volta differente.
Siamo legati, Bambino, non da sigle di dna, da tipologie ematiche, da lineamenti che palesano, nel volto, un’appartenenza sancita dalla scienza. 
Ci uniscono, invece, ricordi, lassi di vita, 22 anni di una Storia che, ora, diventa anche la tua.
Fra pochi mesi arriverai, un fagottino profumato d’ignoto, e la tua voce di cucciolo si unirà, come in una melodia, alle lentiggini e alla bocca da baci di tua madre, alle lacrime che sgorgano dagli occhi di tuo padre, quando non si contiene nell’impeto della risata, ai fuochi d'artificio che salutano il capodanno, guardati, un po' brilli, su un terrazzo, alla mia sedia sempre troppo vicina al fuoco del camino, alla sabbia bianca sulle membra abbronzate, alle tavolate imbandite di cibo e condite di complicità.

Che cosa fanno i bambini tutto il giorno? Fabbricano ricordi”.
Dino Risi

Quando farò ritorno nella mia città natale, “casa” della memoria; quando mi siederò sul divano dei tuoi genitori, in pieno inverno, allungando le gambe in avanti e cercando una coperta con cui scaldarmi, mentre gli altri si muoveranno, accaldati, indossando tenute semiestive; quando rideremo chiassosamente per barzellette, tutte frammentate da espressioni dialettali; quando ricorderemo gli anni della scuola, guardando con un misto di nostalgia ed estraneità vecchie foto; quando per non piangere rideremo ancora e lo stesso, come abbiamo imparato a fare, impavidi; quando penseremo che sarebbe bello se il tempo potesse fermarsi in quell’istante perfetto, in cui noi, se pur sparsi per il mondo, così diversi da ciò che eravamo, ci riconosciamo sempre in un abbraccio…quando tutto questo avverrà di nuovo, stavolta ci sarai anche Tu.
E tutto sarà uguale e nuovo al contempo: ti doneremo amore, ti cingeremo nelle nostre braccia, cercando nei tuoi occhi i fanciulli che siamo stati e che, in fondo, siamo oggi e per sempre, e attenderemo che tu ci insegni a riscoprire il mondo con incantato stupore e magica meraviglia.

I bambini sanno qualcosa che la maggior parte della gente ha dimenticato”.
Keith Haring

Ti aspettiamo, Bambino. Ti immaginiamo, ma sono certa che saprai sorprenderci. Non vediamo l’ora di aggiungere un posto speciale nella casa in cui abita il nostro cuore, in un crocevia attraversato da mille vite, solo per te.

Con amore,
zia Emma













giovedì 16 gennaio 2014

Nordic Lifestyle Magazine


"C’è un freddo straordinario, 18 gradi Celsius sotto zero, e nevica, e nella lingua che non è più mia la neve è qanik, grossi cristalli quasi senza peso che cadono in grande quantità e coprono la terra con uno strato di bianco gelo polverizzato".
Peter Høeg, Il senso di Smilla per la neve


Se amate la lana, per il suo calore e il suo fascino senza tempo, se apprezzate lo stile old fashion, i capi dal sapore retrò mixati con le tendenze contemporanee, se vi affascina il calore del legno e i colori chiari propri dell'arredamento nordico, vintage e shabby chic e, soprattutto, se adorate le terre del nord Europa, i loro magici inverni nevosi e le loro estati luminose...allora siete dei nostri!!!!
Alcuni italiani, fra cui la sottoscritta, che abitano, felicemente, oltre i confini del clima temperato, hanno dato vita ad un progetto molto interessante: un Magazine online, gratuito, ricco di articoli, foto e notizie sullo stile di vita nordico.
Sfogliatelo...vi condurremo, magicamente, nella terra di Babbo Natale!


martedì 31 dicembre 2013

Non solo fili di lana...

"Un’amicizia tra donne è come un continuo rammendo; è un maglione, anzi tanti maglioni; è il sospiro di sollievo con cui, il primo giorno d’autunno, apriamo l’armadio e loro sono lì, che ci aspettano. Sono maglioni di shetland, che pizzicano un po', come amiche dal carattere pungente, non risparmiano critiche taglienti; sono i pull modaioli, che amano stare in vetrina, sotto gli occhi di tutti, amiche energizzanti… E poi c’è il cardigan comprato per caso un giorno di pioggia in campagna o in una città straniera. faceva così freddo e non avevamo niente di caldo in valigia. E invece quel maglione comprato per caso diventa il nostro preferito, non sappiamo più farne a meno. E’ il maglione che ci mettiamo quando siamo tristi, quello in cui stiamo più comode. E’ l’amica che chiamiamo quando la vita ci fa sentire al freddo. Quella che sa come consolarci, sempre".
Lisa Corva

"Siamo legati da infiniti fili sottili, facili da recidere a uno a uno, ma che essendo intrecciati tra loro formano corde indistruttibili".
Isabel Allende





Poche ore ci separano dall'inizio del nuovo anno. E' tempo di bilanci e di progetti, di sogni realizzati e di altri ancora polverosi nei cassetti, di obiettivi e di ricordi. Ogni anno passato è una avventura, un nuovo capitolo della nostra storia, in cui si sono succeduti sorrisi e colpi di scena, amarezze e sudate vittorie.
Buon anno a tutti voi, a chi con amore mi tiene stretta a sé per tutta la vita, avvolta in un caldo abbraccio; a chi non mi ha mai delusa, come una ricetta collaudata da generazioni; a chi ha saputo essermi vicino, nonostante le distanze fisiche, come legati da un filo invisibile; a chi ha saputo ricucire un nuovo rapporto, come si compone una coperta di svariati colori; a chi conosco da poco, ma è già un amico sincero, come un cioccolato dolce fin dal primo morso; a chi mi ha incoraggiato e crede nella mia forza, dandomi coraggio come un sorso di vino; a chi ha condiviso con me le piccole ma grandi vicissitudini quotidiane, come se avessimo bevuto insieme lo stesso tea bollente guardandoci negli occhi; a chi mi ha contattato grazie ad un accessorio di lana, dando vita ad una trama di affetto e fantasia.

A tutti voi, un felice 2014!


 

venerdì 20 dicembre 2013

La dolce e calda magia del Natale


"A Nord del Circolo Polare Artico, nell'Europa settentrionale, esiste una regione: la Lapponia.
In una capanna del bosco, circondata da abeti, vicino ad un allegro ruscello d'acqua limpida e fresca viveva Natale, il quale si dedicava ogni giorno a coltivare il suo orticello, a curare le sue renne e ad intagliare il legno, vivendo tranquillamente.
Vestiva sempre di rosso, il suo colore preferito.
Era un vecchietto assai buono e generoso con una lunga barba bianca ed aiutava spesso senza tirarsi mai indietro tutti i suoi vicini.
[...]
Babbo Natale entra quindi quella notte in ogni casa calandosi dal camino e riempiendo le calze che ogni bimbo appende sotto al camino, come d'usanza, e posando gli altri pacchetti più grossi sotto agli alberi di pino adornati a festa con luci e addobbi vari: palline, candeline, bastoncini di zucchero, e, anche nelle case delle famiglie più povere, gli alberi di pino venivano adornati con noci, mandarini, frutta secca, che profumavano l'aria di festa e che poi venivano mangiati in famiglia tutti insieme
".
Tratto da La Storia di Babbo Natale


"Nessuno sa mantenere un segreto meglio di un bambino".
Victor Hugo


 collage by Sabina Cedri

fotografia by Francesca Guerrini

Mancano pochi giorni a Natale. La mia casa, che si affaccia con le sue ampie finestre sui tetti gelati di Copenhagen, ha assunto ormai da tempo le festose sembianze di un laboratorio di elfi: è un tripudio colorato di tags con pizzi e cuori fustellati; di carte e stoffe con minute fantasie fanciullesche; di ghirlande formate da pigne, legno, trine e fiori; di candele che proiettano sui muri saettanti forme di stelle; di omini di zenzero chiusi in scatole di latta rossa e di fiocchi di neve in cristallo. Al centro del salotto ho provvisoriamente collocato una valigiona, zeppa di regalini, aperta ancora per poco...domani si parte, per trascorrere le vacanze con parenti ed amici. 
E, naturalmente, non possono mancare, sparsi ovunque, tanti accessori in lana: cappelli, scaldacollo, sciarpe, mezzi guanti, copertine, scaldatazza e tovagliette, tutto creato con amore e dedizione, immaginando il volto di chi dovrà riceverli.
Dedico questo post ai più piccoli, ai bambini meravigliosi per cui ho la gioia di confezionare capi morbidi, caldi e colorati, adatti per scaldare i loro dolci sorrisi, nell'attesa della magica notte!



 fotografie by Francesca Guerrini












giovedì 12 dicembre 2013

Tea, cioccolata calda, torte e dolcetti


"Noi tutti abbiam un compleanno ogni anno
Ed uno solo all'anno, ahimè, ce n'è
Ah, ma ci son trecensessantaquattro non compleanni
E quelli preferiamo festeggiar
Ma allora oggi è anche il mio non compleanno!
Davvero?! Com'è piccolo il mondo!
In tal caso... Un buon non compleanno A me? A te!
Un buon non compleanno A me? A te!
Or spegni le candele e rallegrati perché...... un buon non compleanno aaaaaaaaaaaaa te!!!
".

Dal cartoon Disney Alice nel Paese delle Meraviglie




Creazioni dolciarie by Simona Lasi


Quando per le strade ulula il vento, cadono dolci fiocchi di neve o scendono copiose gocce di pioggia, è il momento giusto per un ritrovo pomeridiano fra amici. Non è necessario ci sia un'occasione speciale da festeggiare, basta il desiderio di trascorrere una domenica invernale in compagnia, fra le confortevoli mura domestiche, intenti a raccontare e raccontarsi, a ridere ricordando episodi dell'adolescenza, a sorridere nell'attesa dei progetti futuri, a infervorarsi per ideali filosofici, politici o semplicemente calcistici, a scontrarsi per poi tornare complici, con una reciproca pacca sulla spalla.
Il cibo è un "collante" umano, è risaputo: crea convivialità, allegria e aggregazione. Se è cucinato con le proprie mani è ancora più speciale, è meraviglioso coccolare i propri ospiti con torte e dolcetti, che diffondono il proprio aroma delizioso nell'ambiente, amorevolmente disposti su piattini e alzatine vezzose.

E non dimentichiamo il magico potere della lana, capace di evocare calore e creare atmosfera, oltre ad assolvere egregiamente funzioni pratiche. Mentre si è intenti nelle chiacchiere, le proprie bevande bollenti, come tea, cappuccino o cioccolata, potrebbero sfreddarsi ed essere meno piacevoli da sorseggiare. Ecco la soluzione: adorabili scaldatazza in lana, capaci di tenere al calduccio cuori e bevande. Ve ne propongo quattro in pieno stile natalizio, nei toni del rosso e del  panna, con dettagli verdi e azzurri.
















martedì 3 dicembre 2013

Lana candida come la Neve


"Come fai a sapere che lui è ancora vivo? 
Non lo so, non ne sono sicura ma io credo che lo sia. Vedi, prima che lui venisse in questa città la neve non era mai caduta, ma dopo il suo arrivo è caduta. Se ora lui non fosse lassù, non credo che nevicherebbe così. A volte può vedermi ancora ballare tra quei fiocchi".
dal film Edward Mani di Forbice di Tim Burton



"E’ come in un giorno di neve
quando sei li, alla finestra, e cominci ad osservare lo scenario che hai dinnanzi ai tuoi occhi:
tutto diventa rallentato, leggero, pulito, fermo, immacolato.
Avverti quanto sia caldo il tuo repiro
Senti chiaramente il battito del tuo cuore
Nessun rumore.
I tuoi occhi seguono il movimento di un fiocco più grande degli altri.
Ti domandi come sia stato quel volo,
rifletti sulla sua piccola, fredda, intensa, vita.
Senti l’importanza di un forte abbraccio.
Noti la concentrazione di tutti i colori in uno:
Il Bianco.
E’ come in un giorno di neve
che il mondo sembra fermarsi, fermarsi per consentirti di viaggiare,
in un luogo che ultimamente frequenti sempre meno:
la tua anima
”.
Anton Vanligt








Amo i capi bianchi da indossare durante le giornate fredde. Mi proiettano in una dimensione fantastica, mi fanno immaginare di dirigermi verso una baita dal tetto innevato, circondata da alberi e montagne dalle candide vesti. E' un colore che valorizza l'incarnato dorato che regala l'estate, ma conferisce fascino anche alla pelle diafana da bambola di porcellana.
Osiamo il bianco, circondandoci di accessori che riecheggiano i fiocchi di neve, la panna su un croissant appena sfornato, le piume dei cigni della fiaba di Andersen.

Creazioni by Lo Scrigno di Durvilia

La lana bianca è di particolare bellezza: tale colore, infatti, ne esalta la morbidezza e la dolcezza e rende giustizia ai capi handmade, valorizzandone la lavorazione minuziosa.
Vi propongo alcune mie candide creazioni: mezziguanti, scaldatazza, cappelli per donna e bimba. Come non avvertirne la soffice carezza anche solo attraverso le immagini?